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Ayoreo

 

Appartengono alla famiglia linguistica zamuco cosi come gli Ishir Ybytoso e gli Ishir Tomaraho. Si dividono in sette clan con peculiarità esogamiche; ogni clan ha potere su certi elementi, come per esempio, gli animali , le piante, gli utensili, le stelle, ecc. Gli sciamani dei rispettivi clan possono usufruire delle loro energie per realizzare l’attività curativa.
In Paraguay gli Ayoreo erano conosciuti con il nome di Moros ed erano perseguitati dai militari e dai cacciatori di frodo fino agli anni 1950, come se fossero animali pericolosi. Nell‘interno del Chaco c’erano cartelli con la scritta: ‘’Haga patria, mate a un indio Moro’’ cioè : ‘’Fai la Patria, uccidi un indio Moro’’. Erano infatti ritenuti pericolosi, traditori, sanguinari. Li chiamavano pure Pyta Yovai (parola guaranì che significa Doppio Tallone), perché usavano sandali con suola di cuoio di tapiro a forma rettangolare. Le impronte lasciate sul terreno erano perciò rettangolari, non si vedevano le dita e nell’immaginario collettivo si supponeva che avessero doppio tallone. Il loro habitat era l’attuale Nord del Chaco paraguayo e l’Oriente boliviano; ancora adesso esistono Ayoreo sia in Paraguay che in Bolivia.


Il primo Ayoreo visto dalla popolazione paraguaiana risale al 1956. Era un bambino di circa dieci anni, di nome Iquebi, catturato da due paraguaiani nei pressi di Bahia Negra, rinchiuso in una gabbia e trasportato in barca fino ad Asuncion, dove fu esposto al pubblico come un animale.


Il primo contatto pacifico tra un gruppo di Ayoreo e la società paraguaiana avvenne nel 1962. Si presentarono a un gruppo di militari che per fortuna non spararono e li accolsero, offrendo loro acqua e alimenti. Poi lo Stato paraguaiano affidò ai Salesiani il compito di occuparsi di loro; in una grande proprietà di 20.000 ettari con accesso al fiume Paraguay e conseguita dagli stessi salesiani, si insiedarono i primi gruppi di Ayoreo dando così inizio a una nuova tappa della storia del popolo ayoreo. Successivamente, altri gruppi abbandonarono la selva formando altri villaggi nel Chaco centrale. Ancora adesso ci sono piccoli gruppi di Ayoreo che vivono in isolamento volontario, senza avere contatto neppure con gli Ayoreo già residenti nei villaggi. A secondo dei posti tradizionalmente occupati, gli Ayoreo si suddividono in numerosi gruppi, tra i quali ci sono i Garaigosode, i Guidaigosode, i Totobiegosode, i Tiegosode, ecc.


Attualmente gli Ayoreo, ma in generale tutti i popoli indigeni d’America, vivono una tappa che si potrebbe chiamare di transizione culturale. Gli anziani, i saggi, gli sciamani, assistono a un affievolimento delle pratiche ancestrali della loro etnia. I giovani, influenzati dal contatto con la società, dalla valanga di informazioni che provengono dalla televisione e da internet, sono disorientati e rischiano di perdere la loro identità. C’è quindi una diffusa preoccupazione e un desiderio tra gli anziani, ma anche tra i giovani, di trovare e costruire un nuovo modo di essere ayoreo nel secolo XXI; si deve promuovereuna sintesi culturale dinamica, che si innesti sulle radici del passato ma che produca frutti nuovi. Conviene affidarsi ai processi della interculturalità, del multilinguismo (ayoreo, spagnolo, guaranì e portoghese), del recupero della storia e di una scuola ayorea che prepari i giovani a convivere criticamente con le altre culture, utilizzando tecnologie e conquiste moderne, ma senza abbandonare i propri valori identitari.
Le attività che si possono realizzare con il Museo Verde, inteso come un centro culturale dove si generano processi di recupero della memoria storica e processi di creazione di nuove sintesi culturali, sono un potente strumento di rafforzamento etnico e di miglioramento delle condizioni di vita. 

(José Zanardini, 2018)

 

La comunità Carmelo Peralta

A 700 km. da Asunción (passando per Loma Plata e Cruce de los Pioneros).
E’ collegata da un servizio di pullman gestito dalla Stel Turismo ( tel.021 558195) con partenza da Asunción alle 10,30 di tutti i lunedì e giovedì.
Alloggio, a Carmelo Peralta : 3 de Julio (0985)721792 (0982)888966.
La strada da Asunción sarà con ogni probabilità interamente asfaltata nei prossimi anni.
Attualmente, però, il tratto da Loma Plata, di oltre 300 km, è di terra e, come tutte le strade non pavimentate del Chaco, in caso di pioggia può divenire impraticabile.
Può quindi essere consigliabile seguire un percorso più lungo di un centinaio di km, ma interamente asfaltato, lungo la RN 3 per Bela Vista. Tale tratto è anche servito da pullman di linea della Compagnia Cometa de Amambay ( tel.+595 21 551657). Da qui si entra in territorio brasiliano e, attraverso la 384 e la 267 (anche su questo tratto c’è un servizio di pullman gestito da Cruceros do Sul), si raggiunge Porto Murtinho, cittadina dotata di varie strutture ricettive e ristoranti, situata sulla riva sinistra Del Río Paraguay. Da Porto Murtinho è facile attraversare il fiume con zattere che trasportano veicoli, o con lance (costo 10. 000 Guaraní equivalenti a 2 dollari circa) e arrivare a Carmelo Peralta.

 

Reperti del passato - materiale originale:
Museo Andrés Barbero di Asuncion - Paraguay
Museo Ayoreo Salesiano di Asuncion - Paraguay
Foto: Gherardo La Francesca

"Activos culturales"

 

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Reperti del passato

 

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