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Ishir Chamacoco

I Chamacoco

La parola chamacoco è un esoetnonimo di etimologia incerta. Il corrispondente endoetnonimo è ɨshɨro /ɨɕɨro/, plurale di ɨshɨrc, /ɨɕɨrʨ/, che significa ‘persona’, ma attualmente viene impiegato anche con il significato di ‘indigeno’ in opposizione ai Paraguayani (Maro). La lingua chamacoco è chiamata dai parlanti ɨshɨr ahwoso. I Chamacoco erano originariamente un’etnia seminomade che praticava la raccolta, la caccia e la pesca. La popolazione chamacoco era ripartita in clan patrilineari ed esogami. Le pratiche religiose e mitologiche prevedevano una rigida distinzione tra i sessi. Per gli uomini era prevista una cerimonia di iniziazione a partire dalla quale si potevano apprendere i segreti della religione e della mitologia, che erano invece preclusi alle donne. Nella loro religione lo sciamano (konsehet) aveva un ruolo centrale, in quanto doveva combattere contro gli spiriti maligni che portavano sventure e malattie. I Chamacoco si servivano del canto degli uccelli per trarre segni premonitori. La loro cultura materiale si distingueva da quella di altre etnie del Chaco per la realizzazione di oggetti di piume. Attualmente i Chamacoco sono divisi in due gruppi, Ebitoso (propriamente: Ɨbɨtoso) e Tomaraho, formati rispettivamente da 1468 e 103 persone secondo il "Censo Indígena" paraguayano del 2002.

2 Storia e Geografia

I Chamacoco abitavano tradizionalmente la zona costiera del dipartimento dell’Alto Paraguay (Paraguay). Oggigiorno le principali comunità degli Ebitoso sono a Fuerte Olimpo, Puerto Caballo, Puerto Diana, Puerto Esperanza, Puerto 14 de Mayo e Santa Teresita, ma negli anni recenti vi sono state emigrazioni verso la zona metropolitana di Asunción e il Brasile. I Chamacoco sono menzionati per la prima volta in un documento del 1795. I primi contatti stabili con i bianchi sono avvenuti a partire dagli anni ’80 del XIX secolo. Un punto di svolta nei contatti tra i Chamacoco e la civilta occidentale è dovuto all’esploratore e fotografo italiano Guido Boggiani, che diede inizio agli studi linguistici ed antropologici su questa etnia ) e fondò Puerto 14 de Mayo e Puerto Esperanza, prima di essere ucciso dai Chamacoco durante una spedizione nel Chaco. Anticamente i Chamacoco erano divisi in due gruppi in lotta tra loro, Chamacoco mansos e Chamacoco bravos. Mentre i primi entrarono in contatto con i bianchi e corrispondono agli attuali Ebitoso, i secondi, antenati degli odierni Tomaraho, vivevano isolati all’interno del Chaco. Entrambi hanno preso parte alla Guerra del Chaco (1932-1935), combattuta tra Paraguay e Bolivia. Gli Ebitoso hanno in seguito conosciuto l’evangelizzazione da parte dei missionari delle New Tribes, che sono riusciti a far cessare le celebrazioni rituali. A causa del lungo contatto con i bianchi, gli Ebitoso hanno subito un processo di disintegrazione culturale, mentre i Tomaraho, a causa del loro isolamento, hanno preservato in misura maggiore la loro identità etnica. A partire dagli anni ’80 i Tomaraho si trasferirono a Puerto Esperanza e attualmente vivono a Puerto María Elena.

Luca Ciucci (da Wikipedia)

 

La "Nazione" Ishir (Chamacoco)

 

Puerto 14 de Mayo (Karcha Balut in lingua indigena)

17 km a sud di Bahía Negra. Percorribili o con un buon fuoristrada, solo se il terreno è asciutto, ovvero con una lancia sul Rio Paraguay. In lingua Ishir, Karcha Bahlut significa “grande conchiglia”.

Karcha Bahlut è anche raggiungibile con una pittoresca nave che porta provviste ogni settimana da Concepción, la si può prendere a Carmelo Peralta ogni venerdì pomeriggio e fa scalo a Karcha e a Bahía Negra. Condizioni spartane (si dorme in amaca) ma non particolarmente pericolose dal punto di vista sanitario e della sicurezza, se si adottano le precauzioni del caso.

Carmelo Peralta  può pertanto essere il punto di partenza per una visita alle Comunità Ayoreo, Ishir e Caduveo, realizzando una prima parte del Gran Tour del Chaco Pantanal, nel bacino del Río Paraguay.

Bahía Negra 

È collegata da pullman di linea due volte a settimana, il martedì e il sabato, con partenza alle ore 10:30 (Compagnia Stel Turismo tel. 021 558196).

Collegamenti aerei sono assicurati dalla Compagnia SETAM (tel. 021 645885 e 0984 571372). Base Aérea di Bahía Negra (tel. 0982 306234).

Sia i collegamenti via terra che quelli aerei sono condizionati dalla metereologia.

In caso di piogge consistenti, frequenti soprattutto nel periodo ottobre/aprile, le piste automobilistiche che provengono da Filadelfia e Loma Plata, così come la   pista di atterraggio sterrata di Bahia Negra, diventano impraticabili.

Se si viaggia con mezzi propri va tenuto presente che, dopo Filadelfia e Loma Plata, il combustibile è difficile da reperire, spesso di bassa qualità e più caro del normale.

Alloggiamento:

Pensione Hombre y Naturaleza (tel. 0982 898589 oppure 0982 862543). A Karcha Bahlut è possibile affittare una piccola casa con toilette e rudimentale doccia.

Attività:

Eco Club Pantanal (tel. 0982 559 789), organizza attività di educazione ambientale e guide turistiche. Stazione Biologica Tres Gigantes. Situata sulle rive del Río Negro, è un centro di ricerca che fa parte della Riserva Pantanal Paraguaiano di 15.000 ettari. È raggiungibile con un’ora di lancia da Bahia Negra. Escursioni in lancia e canoa, per visitare la riserva rivolgersi a Guyra Paraguay (tel. 021 229097 oppure 021 234404).

Reperti del passato - materiale originale:
Collezione Guido Boggiani, Museo delle Civiltà di Roma - Italia
Foto: Gherardo La Francesca, Damiano Rosa

"Activos culturales"

 

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Reperti del passato

 

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